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friends' stpries friend's Stories    Spacer Gif Paola C.          racconto senza titolo
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I-
I took the one less traveled by,
and that has made all the difference.
Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove fra molto molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io...
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
           [ Robert Frost " the road not taken" the road not taken ]


capitolo 1

La pioggia batteva incessantemente sul finestrino impolverato del camion e Linda, con la fronte appoggiata al vetro polveroso, cercava di ricordare i pomeriggi piovosi della sua infanzia, quando la mamma era in cucina a sfaccendare, suo fratello era chino sui suoi libri e lei, nella sua stanza, immaginava di trovarsi fuori, tra il fragore dei tuoni, magari in un bosco, sperduta, e di non ritrovare la strada di casa. Linda ricordava benissimo il desiderio pungente di fuggire che la afferrava in quei tetri pomeriggi casalinghi:
- quasi un presagio per cio' che sarebbe diventata la mia vita - penso' tra se'cambiando posizione e ravviandosi i capelli. Con pigra sonnolenza giro' la testa e si mise a osservare l'uomo alla guida del camion che due ore prima l'aveva caricata ad una stazione di sevizio sull'autostrada. Era un tipo grasso e sudato che stava cominciando a perdere i capelli e che aveva segnati sul viso anni di vita per strada. - come me - si disse Linda per la centesima volta. - Solo che io sono ancora giovane e non mi si legge ancora in faccia tutta la mia miseria - Ma respinse subito quel pensiero.
- Quanto manca a S.?- Chiese Linda.
- Venti minuti circa, ma dovro' scaricarti prima perche' vado in un'altra direzione -
rispose il camionista. Linda annui' preoccupata, guardando la pioggia battente e il cielo denso di nubi. Penso' che non sarebbe stato facile trovare un posto in cui passare la notte perche' era quasi buio e gli ostelli erano sicuramente gia' al completo. Non avrebbe sopportato un'altra notte su una panchina, le ossa le dolevano e inoltre aveva assolutamente bisogno di lavarsi. Prese dallo zaino uno specchietto e una grossa spazzola militare e comincio' a sciogliersi la lunga treccia castana. Si pettino' a lungo, guardando con aria assorta la strada davanti a se' e poi si guardo' nello specchietto. I grandi occhi grigi apparivano leggermente cerchiati e le sue labbra erano screpolate: con un moto di stizza ricaccio' lo specchietto e la spazzola nello zaino e si passo' una mano sulla fronte, come a voler cancellare i suoi lineamenti. Nel frattempo il camion si era fermato ad un incrocio.
- qui ci separiamo, bambina - disse il camionista
- prendi a destra e vai sempre dritto. S. non e' molto lontana, arriverai prima che faccia buio
- grazie del passaggio - disse Linda scendendo dall'alta cabina del camion e richiudendo con vigore lo sportello. Il camion si allontano' rombando e Linda si ritrovo' sola sul ciglio della strada. Si sistemo' lo zaino sulle spalle e sulla spalla destra si sistemò anche la cinghia della chitarra verde che portava con se'. Si guardo' intorno. Una manciata di case in lontananza, su un colle ricoperto di campi di grano e di cipressi e qualche casale sparso lungo i pendii che declinavano fino alla strada. La pioggia era cessata, ma l'aria era ancora carica di umidita' e le prime ombre della sera cominciavano ad ammantare la campagna. Linda si incammino' con gli occhi bassi, sentendosi improvvisamente molto stanca .
- Se fa buio prima che arrivi a S. mi fermo a dormire in un campo, chissa' che ora sara'? - si chiese con preoccupazione. Le faceva piu' paura camminare nell'oscurita' che fermarsi a dormire in mezzo alla strada. Aveva sempre avuto un terrore folle di camminare al buio. La strada comincio' ad inerpicarsi su un colle e, superato un ultimo tornante, Linda si trovo' in cima e guardo' dall'altra parte. S. era davanti a lei, in una vasta pianura coronata da una cerchia di basse colline. Le luci della citta' tremolavano in lontananza e, anche se era ancora parecchia la strada da percorrere, Linda si senti'un po' rinfrancata.
- Le citta', di notte, sembrano nidi di stelle in un cielo nero - Linda cerco' di ricordare il nome del poeta che aveva scritto quella fase, ma non lo ricordo' - comunque - penso' - e' una frase che rende molto l'idea - . E aggiunse, tra se':
- ed ogni stella ha una storia nel proprio tremolio - Questo pensiero la mise di buon umore e comincio' quasi a correre.

...I laughed and shook hishand, and made my way back home
I searched for form and land, for years and years I roamed
I gazed a gazley stare at all the millions here
We must have died along, a long long time ago

[ David Bowie "The Man Who Sold The World"(by Nirvana) the road not taken ]
Who knows? not me
We never lost control
You're face to face
With the Man who Sold the World


capitolo 2

Continuo' a camminare per mezz'ora, i vestiti intrisi di sudore e di umidita' e, scendendo in un avvallamento della strada, perse di vista la citta'. Cio' la depresse e decise cosi' di fermarsi a riposare per qualche minuto. Abbandono' la strada e si diresse verso un gruppo di alberi. Li' si sedette e si tolse lo zaino. Appoggio' la chitarra verde ad un albero e tiro' fuori dalla borsa un maglione grigio e una bottiglia d'acqua, Bevve avidamente, lasciando che il liquido le colasse lungo il mento e sul collo: si asciugo' col dorso della mano, poi sistemo' il maglione sull'erba umida e si sdraio', afferrando lo zaino e mettendoselo dietro la testa. Il cielo era ormai nero e le nuvole passavano veloci cominciando a rivelare le prime stelle. Linda provo' un'intensa sensazione di benessere, flette' i muscoli e sorrise: quella sosta le aveva fatto bene, in fin dei conti, penso', non c'era alcuna fretta di arrivare a S.; nessuno la stava aspettando e i giorni ormai erano tutti uguali per lei. D'un tratto senti' un rumore tra gli alberi e alzo' la testa di scatto. Sembrava che qualcuno si stesse muovendo a poca distanza da lei: il rumore, un fruscio di erba e foglie, divenne piu' forte e all'improvviso una figura si profilo' davanti a lei. Linda balzo' a sedere e la fisso', ma nell'oscurita' era impossibile distinguerne i lineamenti. Poi una nuvola scopri' la luna e l'ombra prese l'aspetto di un uomo molto anziano, con lunghi capelli bianchi arruffati che uscivano da un grande cappello a falde larghe. Il suo viso era rugoso e i suoi piccoli occhi scomparivano quasi tra le pieghe della carne e questi piccoli occhi presero a guardare Linda con grande curiosita'. Linda si alzo' a fatica e rimase in piedi di fronte all'uomo.
- Sei l'ultima persona che pensavo di incontrare - disse al vecchio ed egli, continuando a fissarla con curiosita' replico':
- non hai buona memoria, ragazza mia; io tempo fa ti ho parlato di questo nostro incontro, ma tu forse eri troppo presa da quel giovane, come si chiamava?, Vasilis mi pare - e il vecchio ridacchio' al ricordo. Anche Linda sorrise e la sua mente torno' per pochi istanti alla calda giornata estiva in cui aveva conosciuto il vecchio. Lei e Vasilis si erano persi nell'uliveto e avevano vagato per ore non vedendo altro che ulivi e mare, sotto l'implacabile sole greco di agosto. Era l'ora del tramonto quando erano arrivati in vista di una casupola di pietra con un minuscolo pergolato in legno coperto di rampicanti. Sotto il pergolato c'era una sedia di paglia su cui era seduto un vecchio dal viso rugoso, che fumava tranquillamente una sigaretta, gli occhi fissi sul mare. Si erano fermati a dormire da lui e, il mattino dopo, seguendo le sue indicazioni, Linda e Vasilis erano riusciti a tornare alla spiaggia da cui erano partiti. Linda rivedeva ancora tutto chiaramente con gli occhi della memoria e valuto' che, ripensato in questo modo, l'episodio appariva solo un po' curioso, un po' insolito: ma c'era di piu'.
- c'e' talmente di piu'- penso' Linda ad alta voce - che forse non me ne rendo neanche conto - .
Il vecchio ammicco' furbescamente e si sedette sull'erba, invitando Linda a fare altrettanto. Una volta seduta, Linda fisso' il vecchio:
- Ora ricordo. tu dicesti qualcosa come "non e' per caso che siete arrivati qui,e non sara' un caso quando mi incontrerete ancora". Vero? -.
Il vecchio annui' sempre sorridendo ma Linda questa volta non gli rese il sorriso. Sentiva addosso una grande inquietudine e non riusciva a stare ferma. Si alzo' e comincio' a camminare in tondo, torcendosi le mani.
- Che cosa vuoi ora?- chiese nervosamente al vecchio - io non posso stare a parlare con te, ho promesso a un amico di incontrarlo tra un'ora a S., mi sono solo seduta un momento a riposare e me ne stavo and… il vecchio si alzo' e la afferro' per un polso: la sua mano bruciava come il fuoco
- Seduta, cara: la mamma non ti ha insegnato che le bugie non si dicono? Amici non ce ne sono: il tuo unico amico sono io. Nessuno ti aspetta, ma io ho atteso a lungo questo momento ed e' giusto che ora tu resti qui -.
Linda non oso' replicare e si risedette. Il vecchio tacque per un momento e nel silenzio un grillo comincio' a cantare e si alzo' un alito di vento che fece mormorare le foglie degli alberi del frutteto. Linda si accorse che questi erano i primi rumori che percepiva da quando aveva iniziato il dialogo con il vecchio, come se questo si fosse svolto in un ambiente ovattato, dove i suoni arrivavano distorti. Nell'immensa agitazione che la pervadeva, l'udire quei rumori riporto' Linda ad una dimensione reale;

The woods are lovely, dark and deep,
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.
Bello è il bosco, buio e profondo,
Ma io ho promesse da non tradire,
Miglia da fare prima di dormire,
Miglia da fare prima di dormire.
[Robert Frost "stopping by woods on a snowy evening" the road not taken ]



- Sono in un frutteto, sul pendio di una delle colline che circondano S. in una notte di giugno, i grilli cantano e si sta alzando il vento -.
Era ancora immersa in questo pensiero quando udi' nuovamente la voce del vecchio.
- Tu bimba non sei qui per caso ,sapevi che ci saremmo incontrati ancora. -
Linda lo guardo' e i suoi occhi si riempirono di lacrime: ricordo' finalmente tutto e seppe che il vecchio era tornato a riprendersi cio' che lei un giorno gli aveva promesso. Ricordo' il pomeriggio gelido di febbraio quando per la prima volta era entrata in quella casa per comprare un sogno da quel vecchio signore che ne vendeva ( a quanto aveva sentito dire ) di tutti i tipi chiedendo poco in cambio. Linda H., ventitre' anni, aveva comprato un sogno che si era svolto nel luogo da lei desiderato, la Grecia e aveva avuto accanto Vasilis, un grande amore creato anche esso dalla diabolica mente del vecchio. Linda aveva vissuto quel sogno fino all'ultimo istante e quando era tornata alla casa dove il vecchio vendeva i suoi sogni egli l'aveva accarezzata dolcemente, dicendole con il suo invitante sorriso ( eppure c'era qualcosa in quel sorriso, qualcosa di sfuggente ) che il prezzo da pagare per un sogno era semplicemente quello di continuare a vivere vite in prestito, create da lui.
- La tua fine avverra' in un frutteto in una notte di giugno - le aveva detto il vecchio prima di lasciarla andare.
Solo ora Linda ricordo' questa frase e con sguardo supplice si rivolse al vecchio
- Mi hai usata per tanti anni e non sempre i ruoli che mi hai affidato sono stati piacevoli per me, ma questo della ragazza vagabonda che viaggia in autostop verso S. mi piace, lo sento vicino, mi rispecchia. Non puoi togliermelo cosi' ! -
Il vecchio comincio' a ridere:
- Lo senti vicino ? Ma tu non sai piu' chi sei ,bimba, stai vivendo con i ricordi di un' altra persona. Il tuo vero nome non lo ricordi piu' vero ? Sei stata tante persone e perche' ? E' inutile che tu te lo chieda ora. Sappi solo che anni fa hai fatto la scelta di venire nella mia casa e di comprare i miei sogni. Ma ora ci sono altre persone che aspettano di vivere le tue stesse esperienze. La tua ora e' arrivata , bimba. Preparati, sono stato fin troppo paziente .
Linda si rincantuccio' su se stessa come una bambina .Il vento mormorava tra le foglie e una nuvola copri' la luna. Il vecchio spalanco' le braccia e allungo' il suo mantello sul capo della ragazza. Duro' tutto pochi attimi. Una civetta si allontano' sbattendo le ali ,impaurita.



Capitolo 3

La scena era rimasta la stessa : il frutteto sul pendio della collina Ma il vecchio non c'era piu' e, sotto l'albero dove fino a poco prima era seduta una ragazza con il suo zaino e la sua chitarra verde c'era una figura informe, vecchissima , china sotto un gran mantello nero: era una donna, ma il suo volto era talmente sfigurato che sarebbe stato impossibile tentare di indovinare i lineamenti originari. Un alito di pensiero passo' nel cervello ormai sfatto della donna .E cosi', attraverso visi e luoghi che credeva di aver perso per sempre e che le sorrisero amorevolmente, ricordo' per un momento chi era stata. Questo le basto'.
Fece appena in tempo a ringraziare il vecchio, il suo Signore Misericordioso che le aveva concesso quell'ultimo e unico suo ricordo, poi scomparve portata dal vento e la sua cenere ondeggio' sospesa per qualche secondo prima di finire in mezzo all'erba carica di rugiada.
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